Per molti anni, il BPA (Bisfenolo-A) ha rappresentato, per il settore industriale, uno dei composti di maggior interesse grazie alle sue caratteristiche chimico-fisiche. La sua struttura chimica, infatti, lo ha reso un composto indispensabile per la sintesi delle resine epossidiche e dei Policarbonati (PC), polimeri termoplastici sintetizzati a partire dal Fosgene(COCl) e dal BPA mediante la tecnica di polimerizzazione per policondensazione, in quanto capace di donare alla struttura chimica un'ampia rigidità che permette l'impiego del policarbonato per la produzione di oggetti come i CD, le lenti degli occhiali e l'utilizzo nella produzione dei vetri infrangibili. Solo a posteriori si è scoperto dell'enorme impatto che il BPA ha sugli organismi viventi come EDC (Endocrine Disrupting Chemical) ossia di composto capace di interferire con il corretto funzionamento del sistema ormonale e riproduttivo già a concentrazioni estremamente basse ed è per questo motivo che questa sostanza ha subito nel corso degli anni una quantità considerevole di limitazioni d'uso da parte dell'ECHA (Agenzia europea delle sostanze chimiche) a tal punto che, dal 2011 in poi, il BPA risulta bannato dall'Unione Europea per molteplici usi come l'utilizzo nella carta per scontrini e per tutti i prodotti destinati all'uso dei bambini e all'uso alimentare. Attualmente sono in uso composti come il Bisfenolo Z (BPZ), il Bisfenolo AP (BPAP), il Bisfenolo S (BPS) e il Bisfenolo P (BPP), ma i loro effetti sulla salute umana, e non solo, non sono ancora del tutto chiari e sono ancora oggetto di studi. In questo paper sono stati riportati i dati acquisiti grazie a due test di sviluppo larvale (ELS) relativi ai composti BPZ e BPAP, effettuati sul copepode calanoide Acartia tonsa, eseguiti con lo scopo di immagazzinare informazioni relative alle concentrazioni capaci di causare un effetto non letale cosi da poterle confrontare con i dati relativi al BPA, consultabili in letteratura, per avere una prima stima dell'impatto di questi nuovi composti. Tramite questi test è stato possibile acquisire dati relativi alla capacità del copepode di superare tutte le tappe dello sviluppo , dalla schiusa delle uova (hatching) alla fase adulta (copepode), nonostante la presenza del contaminante. Infine è stato possibile ricavare i valori di EC (concentrazione effetto) utilizzabili per il confronto tra le sostanze. la scelta di utilizzare il copepode Acartia tonsa è dettata dal fatto che essa svolge un ruolo fondamentale nella catena trofica marina in quanto, essendo un organismo planctonico appartenente alla categoria dello zooplancton, si trova alla base della catena alimentare marina e effetti sulla sua abbondanza in ambiente possono ripercuotersi su organismi appartenenti ai livelli trofici superiori.
Valutazione dell'impatto dei bisfenoli BPZ e BPAP sullo sviluppo larvale del copepode Acartia Tonsa
DE MARTIN BONIFAZI, MICHAEL
2024/2025
Abstract
Per molti anni, il BPA (Bisfenolo-A) ha rappresentato, per il settore industriale, uno dei composti di maggior interesse grazie alle sue caratteristiche chimico-fisiche. La sua struttura chimica, infatti, lo ha reso un composto indispensabile per la sintesi delle resine epossidiche e dei Policarbonati (PC), polimeri termoplastici sintetizzati a partire dal Fosgene(COCl) e dal BPA mediante la tecnica di polimerizzazione per policondensazione, in quanto capace di donare alla struttura chimica un'ampia rigidità che permette l'impiego del policarbonato per la produzione di oggetti come i CD, le lenti degli occhiali e l'utilizzo nella produzione dei vetri infrangibili. Solo a posteriori si è scoperto dell'enorme impatto che il BPA ha sugli organismi viventi come EDC (Endocrine Disrupting Chemical) ossia di composto capace di interferire con il corretto funzionamento del sistema ormonale e riproduttivo già a concentrazioni estremamente basse ed è per questo motivo che questa sostanza ha subito nel corso degli anni una quantità considerevole di limitazioni d'uso da parte dell'ECHA (Agenzia europea delle sostanze chimiche) a tal punto che, dal 2011 in poi, il BPA risulta bannato dall'Unione Europea per molteplici usi come l'utilizzo nella carta per scontrini e per tutti i prodotti destinati all'uso dei bambini e all'uso alimentare. Attualmente sono in uso composti come il Bisfenolo Z (BPZ), il Bisfenolo AP (BPAP), il Bisfenolo S (BPS) e il Bisfenolo P (BPP), ma i loro effetti sulla salute umana, e non solo, non sono ancora del tutto chiari e sono ancora oggetto di studi. In questo paper sono stati riportati i dati acquisiti grazie a due test di sviluppo larvale (ELS) relativi ai composti BPZ e BPAP, effettuati sul copepode calanoide Acartia tonsa, eseguiti con lo scopo di immagazzinare informazioni relative alle concentrazioni capaci di causare un effetto non letale cosi da poterle confrontare con i dati relativi al BPA, consultabili in letteratura, per avere una prima stima dell'impatto di questi nuovi composti. Tramite questi test è stato possibile acquisire dati relativi alla capacità del copepode di superare tutte le tappe dello sviluppo , dalla schiusa delle uova (hatching) alla fase adulta (copepode), nonostante la presenza del contaminante. Infine è stato possibile ricavare i valori di EC (concentrazione effetto) utilizzabili per il confronto tra le sostanze. la scelta di utilizzare il copepode Acartia tonsa è dettata dal fatto che essa svolge un ruolo fondamentale nella catena trofica marina in quanto, essendo un organismo planctonico appartenente alla categoria dello zooplancton, si trova alla base della catena alimentare marina e effetti sulla sua abbondanza in ambiente possono ripercuotersi su organismi appartenenti ai livelli trofici superiori.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/27764