Gli Exhaust Gas Cleaning Systems (EGCS), sistemi di depurazione dei gas di scarico navali, sono stati introdotti nel settore marittimo per garantire conformità ai limiti stabiliti dell’Allegato VI della Convenzione MARPOL e dalla Direttiva (UE) 2016/802 in relazione al contenuto di zolfo nei combustibili pesanti. Queste normative impongono limiti sempre più restrittivi riguardo al tenore di zolfo presente negli oli combustibili al fine di ridurre le emissioni di SOx, NOx e di particolato, riconosciute come principali responsabili dell’inquinamento atmosferico e dell’acidificazione delle acque marine. L’uso degli EGCS (“scrubber”) rappresenta un’alternativa all’impiego dei combustibili più costosi a basso contenuto di zolfo; tuttavia, il funzionamento di questi sistemi comporta la produzione e il rilascio di un effluente acido, caratterizzato da elevate concentrazioni di metalli. Tra questi, il vanadio (V) e il rame (Cu), che pur essendo metalli essenziali a basse concentrazioni, possono esercitare effetti tossici a concentrazioni più elevate, rappresentando un potenziale rischio per gli ecosistemi marini e per gli organismi planctonici che spendono le prime fasi del ciclo vitale nella colonna d’acqua a contatto diretto con gli effluenti degli scrubber. Al fine di valutare gli effetti tossici di Cu e V, sono stati condotti dei test di tossicità sub-cronica con il copepode planctonico Acartia tonsa esponendo gli organismi a quattro concentrazioni nominali di ciascun metallo. La risposta biologica è stata valutata considerando come end-point la riproduzione, e l’attività metabolica, misurate rispettivamente attraverso la produzione di uova, il numero e volume di pellet fecali. I risultati ottenuti, indicano che l’esposizione dei copepodi al Cu altera i processi di allocazione energetica, riducendo l’energia disponibile per la riproduzione, mentre l’esposizione al vanadio influenza l’attività metabolica. Questi risultati suggeriscono che l’utilizzo e la diffusione degli scrubber rappresenti un possibile rischio ecotossicologico per le comunità zooplanctoniche esposte agli effluenti e, di conseguenza, per intera rete trofica marina.
Effetti ecotossicologici dei metalli associati agli EGCS navali: test di tossicità sub-cronica con rame e vanadio su Acartia Tonsa.
FANTIN, BEATRICE
2024/2025
Abstract
Gli Exhaust Gas Cleaning Systems (EGCS), sistemi di depurazione dei gas di scarico navali, sono stati introdotti nel settore marittimo per garantire conformità ai limiti stabiliti dell’Allegato VI della Convenzione MARPOL e dalla Direttiva (UE) 2016/802 in relazione al contenuto di zolfo nei combustibili pesanti. Queste normative impongono limiti sempre più restrittivi riguardo al tenore di zolfo presente negli oli combustibili al fine di ridurre le emissioni di SOx, NOx e di particolato, riconosciute come principali responsabili dell’inquinamento atmosferico e dell’acidificazione delle acque marine. L’uso degli EGCS (“scrubber”) rappresenta un’alternativa all’impiego dei combustibili più costosi a basso contenuto di zolfo; tuttavia, il funzionamento di questi sistemi comporta la produzione e il rilascio di un effluente acido, caratterizzato da elevate concentrazioni di metalli. Tra questi, il vanadio (V) e il rame (Cu), che pur essendo metalli essenziali a basse concentrazioni, possono esercitare effetti tossici a concentrazioni più elevate, rappresentando un potenziale rischio per gli ecosistemi marini e per gli organismi planctonici che spendono le prime fasi del ciclo vitale nella colonna d’acqua a contatto diretto con gli effluenti degli scrubber. Al fine di valutare gli effetti tossici di Cu e V, sono stati condotti dei test di tossicità sub-cronica con il copepode planctonico Acartia tonsa esponendo gli organismi a quattro concentrazioni nominali di ciascun metallo. La risposta biologica è stata valutata considerando come end-point la riproduzione, e l’attività metabolica, misurate rispettivamente attraverso la produzione di uova, il numero e volume di pellet fecali. I risultati ottenuti, indicano che l’esposizione dei copepodi al Cu altera i processi di allocazione energetica, riducendo l’energia disponibile per la riproduzione, mentre l’esposizione al vanadio influenza l’attività metabolica. Questi risultati suggeriscono che l’utilizzo e la diffusione degli scrubber rappresenti un possibile rischio ecotossicologico per le comunità zooplanctoniche esposte agli effluenti e, di conseguenza, per intera rete trofica marina.| File | Dimensione | Formato | |
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