La gestione del fine vita dei veicoli sta attraversando una fase di profonda trasformazione determinata dall’introduzione a breve del nuovo Regolamento europeo sui veicoli fuori uso, che prevede una strutturata Responsabilità Estesa del Produttore (EPR Extended Producer Responsability). Questa normativa ridefinisce la governance della filiera, attribuendo alle case automobilistiche un ruolo centrale nell’organizzazione dei flussi, nella tracciabilità dei materiali e nel raggiungimento degli obiettivi di riutilizzo e riciclo. Tale riconfigurazione genera significative pressioni sugli operatori tradizionali, in particolare sugli autodemolitori, storicamente caratterizzati da bassa marginalità, elevata frammentazione e limitata capacità di investimento. La tesi analizza l’impatto del nuovo quadro normativo sulla distribuzione del valore lungo la filiera del fine vita, integrando i contributi teorici di value creation e value appropriation (Teece, 1986), industry architecture (Jacobides, Knudsen & Augier, 2006), il lavoro mostra come i produttori esercitino un controllo crescente su standard, dati e tecnologie, limitando l’autonomia degli operatori del fine vita. Attraverso l’esame della struttura industriale del settore dell’autodemolizione e dei principali trend evolutivi, emergono rischi concreti di marginalizzazione degli operatori, legati agli obblighi derivanti dall’EPR, al controllo dei dati sul raggiungimento degli obiettivi di riciclo, all’aumento dei costi di conformità e alla crescente complessità tecnologica dei veicoli. I risultati evidenziano che la digitalizzazione del veicolo, l’elettrificazione e la complessità dei materiali amplificano la dipendenza degli autodemolitori dai produttori, confermando quanto osservato da Zirpoli (2018), secondo cui «chi controlla la piattaforma controlla l’ecosistema». Parallelamente l’analisi evidenzia opportunità significative per gli autodemolitori che sapranno riposizionarsi strategicamente. Tra le leve più rilevanti emergono la digitalizzazione dei processi, la specializzazione nel recupero di materiali critici, lo sviluppo di servizi ad alto valore aggiunto, la creazione di reti e consorzi e la costruzione di partnership con le case costruttrici nell’ambito dei sistemi EPR. La tesi propone infine un modello di posizionamento competitivo basato su tre dimensioni: tecnologica, organizzativa e relazionale, che consente agli operatori di assumere un ruolo attivo nella nuova architettura della filiera e di contribuire in modo significativo alla transizione verso un’economia circolare avanzata.

Analisi dell’industria dell’autodemolizione. Valutazione strategica del settore nel contesto della filiera automotive: fattori competitivi e sviluppi futuri.

VOLPATO, LORELLA
2024/2025

Abstract

La gestione del fine vita dei veicoli sta attraversando una fase di profonda trasformazione determinata dall’introduzione a breve del nuovo Regolamento europeo sui veicoli fuori uso, che prevede una strutturata Responsabilità Estesa del Produttore (EPR Extended Producer Responsability). Questa normativa ridefinisce la governance della filiera, attribuendo alle case automobilistiche un ruolo centrale nell’organizzazione dei flussi, nella tracciabilità dei materiali e nel raggiungimento degli obiettivi di riutilizzo e riciclo. Tale riconfigurazione genera significative pressioni sugli operatori tradizionali, in particolare sugli autodemolitori, storicamente caratterizzati da bassa marginalità, elevata frammentazione e limitata capacità di investimento. La tesi analizza l’impatto del nuovo quadro normativo sulla distribuzione del valore lungo la filiera del fine vita, integrando i contributi teorici di value creation e value appropriation (Teece, 1986), industry architecture (Jacobides, Knudsen & Augier, 2006), il lavoro mostra come i produttori esercitino un controllo crescente su standard, dati e tecnologie, limitando l’autonomia degli operatori del fine vita. Attraverso l’esame della struttura industriale del settore dell’autodemolizione e dei principali trend evolutivi, emergono rischi concreti di marginalizzazione degli operatori, legati agli obblighi derivanti dall’EPR, al controllo dei dati sul raggiungimento degli obiettivi di riciclo, all’aumento dei costi di conformità e alla crescente complessità tecnologica dei veicoli. I risultati evidenziano che la digitalizzazione del veicolo, l’elettrificazione e la complessità dei materiali amplificano la dipendenza degli autodemolitori dai produttori, confermando quanto osservato da Zirpoli (2018), secondo cui «chi controlla la piattaforma controlla l’ecosistema». Parallelamente l’analisi evidenzia opportunità significative per gli autodemolitori che sapranno riposizionarsi strategicamente. Tra le leve più rilevanti emergono la digitalizzazione dei processi, la specializzazione nel recupero di materiali critici, lo sviluppo di servizi ad alto valore aggiunto, la creazione di reti e consorzi e la costruzione di partnership con le case costruttrici nell’ambito dei sistemi EPR. La tesi propone infine un modello di posizionamento competitivo basato su tre dimensioni: tecnologica, organizzativa e relazionale, che consente agli operatori di assumere un ruolo attivo nella nuova architettura della filiera e di contribuire in modo significativo alla transizione verso un’economia circolare avanzata.
2024
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