In the last 20 years the study of international maritime security has been greatly developed, in part thanks to the increased threats of piracy and armed robbery in international and national waters. The seas are fundamental for international trade, development, tourism, and cooperation, which is why the protection of the maritime environment is considered to be a high priority in international security. The case is especially true in the global south, where developing countries' coastal populations still rely on maritime resources. The surge of piracy in the Gulf of Aden in 2008 sparked renewed academic debate on how international aid and intervention could curb attacks without harming local communities or undermining national sovereignty. With this in mind this thesis examines the effects that piracy has in international relations, specially in maritime security and diplomacy, and how to combat it. As piracy hotspots differ according to regional dynamics, the research focuses on two of the main global piracy hotspots - the Gulf of Aden and the Gulf of Guinea, both in the African continent. Understanding how these regions became spotlights in international security between 2005 and 2025, and how African and international actors dealt with piracy, the objective is to demonstrate how their strategy and experience can then be used as a model to hinder piracy in other global hotspots and piracy prone areas, such as the Strait of Malacca.

Negli ultimi vent’anni lo studio della sicurezza marittima internazionale si è ampliato significativamente, anche a seguito dell’aumento della pirateria e della rapina a mano armata nelle acque internazionali e nazionali. Poiché i mari sono fondamentali per commercio, sviluppo, turismo e cooperazione, la tutela dello spazio marittimo è divenuta una priorità della sicurezza internazionale, soprattutto nel Sud globale, dove le popolazioni costiere dipendono dalle risorse marine. L’ondata di pirateria nel Golfo di Aden nel 2008 ha riacceso il dibattito accademico su come l’assistenza e l’intervento internazionale possano ridurre gli attacchi senza danneggiare le comunità locali né compromettere la sovranità nazionale. Alla luce di ciò, la tesi analizza gli effetti della pirateria sulle relazioni internazionali, con particolare attenzione alla sicurezza marittima e alla diplomazia, e valuta le principali strategie di contrasto. Poiché i focolai di pirateria variano secondo le dinamiche regionali, la ricerca si concentra su due hotspot africani di rilevanza globale: il Golfo di Aden e il Golfo di Guinea. Esaminando il loro ruolo nella sicurezza internazionale tra il 2005 e il 2025 e le risposte adottate da attori africani e internazionali, l’obiettivo è mostrare come tali esperienze possano costituire un modello per mitigare la pirateria in altre aree ad alto rischio, come lo Stretto di Malacca.

Maritime security and piracy in Africa: How the Gulf of Aden and the Gulf of Guinea became hotspots in international security

CASAGRANDE BRISSE, MARIANA
2024/2025

Abstract

In the last 20 years the study of international maritime security has been greatly developed, in part thanks to the increased threats of piracy and armed robbery in international and national waters. The seas are fundamental for international trade, development, tourism, and cooperation, which is why the protection of the maritime environment is considered to be a high priority in international security. The case is especially true in the global south, where developing countries' coastal populations still rely on maritime resources. The surge of piracy in the Gulf of Aden in 2008 sparked renewed academic debate on how international aid and intervention could curb attacks without harming local communities or undermining national sovereignty. With this in mind this thesis examines the effects that piracy has in international relations, specially in maritime security and diplomacy, and how to combat it. As piracy hotspots differ according to regional dynamics, the research focuses on two of the main global piracy hotspots - the Gulf of Aden and the Gulf of Guinea, both in the African continent. Understanding how these regions became spotlights in international security between 2005 and 2025, and how African and international actors dealt with piracy, the objective is to demonstrate how their strategy and experience can then be used as a model to hinder piracy in other global hotspots and piracy prone areas, such as the Strait of Malacca.
2024
Negli ultimi vent’anni lo studio della sicurezza marittima internazionale si è ampliato significativamente, anche a seguito dell’aumento della pirateria e della rapina a mano armata nelle acque internazionali e nazionali. Poiché i mari sono fondamentali per commercio, sviluppo, turismo e cooperazione, la tutela dello spazio marittimo è divenuta una priorità della sicurezza internazionale, soprattutto nel Sud globale, dove le popolazioni costiere dipendono dalle risorse marine. L’ondata di pirateria nel Golfo di Aden nel 2008 ha riacceso il dibattito accademico su come l’assistenza e l’intervento internazionale possano ridurre gli attacchi senza danneggiare le comunità locali né compromettere la sovranità nazionale. Alla luce di ciò, la tesi analizza gli effetti della pirateria sulle relazioni internazionali, con particolare attenzione alla sicurezza marittima e alla diplomazia, e valuta le principali strategie di contrasto. Poiché i focolai di pirateria variano secondo le dinamiche regionali, la ricerca si concentra su due hotspot africani di rilevanza globale: il Golfo di Aden e il Golfo di Guinea. Esaminando il loro ruolo nella sicurezza internazionale tra il 2005 e il 2025 e le risposte adottate da attori africani e internazionali, l’obiettivo è mostrare come tali esperienze possano costituire un modello per mitigare la pirateria in altre aree ad alto rischio, come lo Stretto di Malacca.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/27722