L’elaborato si propone di ricostruire le vicende legate all'incarcerazione e al procedimento giudiziario che coinvolsero il letterato Niccolò Tommaseo a Venezia tra il gennaio e il marzo del 1848. La tesi ha come modalità di lavoro il distaccarsi dalle tradizionali letture celebrative della storiografia risorgimentale per addentrarsi nelle pieghe più complesse delle implicazioni politiche, giuridiche e istituzionali di un episodio che segnò il tramonto del dominio asburgico nel Regno Lombardo-Veneto. L’elaborato analizza il contesto socio-economico e amministrativo del Veneto austriaco, una regione caratterizzata da una struttura burocratica centralizzata e da un sistema fiscale rigoroso che, pur garantendo una certa stabilità, alimentava un latente malcontento nelle élite borghesi e nobiliari. In questo scenario di tensioni acuite dalla crisi agraria del 1845-1847, emerge la figura di Tommaseo, il quale, insieme a Daniele Manin, scelse di intraprendere la via della cosiddetta lotta legale. Questa strategia mirava ad esigere l'applicazione coerente delle leggi e delle riforme promesse dal governo stesso fin dal 1815, con particolare attenzione alla riforma della censura e all'amministrazione della giustizia. Il fulcro dell'indagine è rappresentato dal processo politico seguito all'arresto di Tommaseo, avvenuto il 18 gennaio 1848. Attraverso un attento esame degli atti processuali e dei meccanismi del Codice Penale Universale Austriaco, la ricerca evidenzia come l'azione giudiziaria sia stata in realtà un atto di natura preventiva e politica. Nell’ultimo capitolo si analizza l’ultimo atto del processo, ossia il Voto Zennari, che proponeva l'assoluzione del detenuto per la mancanza di prove legali relative al delitto di perturbazione della pubblica tranquillità, svelando le fragilità del sistema repressivo asburgico di fronte a un'opposizione che si muoveva entro i confini della norma, oltre alla narrazione della giornata del 17 marzo 1848 quando, sotto la spinta di una folla esultante e galvanizzata dalle notizie della rivoluzione a Vienna, Tommaseo e Manin ottennero la liberazione coatta. Questo evento fu ciò che funse da preludio alla proclamazione della Repubblica di San Marco, che segnò la temporanea emancipazione di Venezia dal dominio asburgico. L’elaborato, dunque, mira a dimostrare come il processo a Tommaseo non sia stato un isolato episodio di cronaca giudiziaria, bensì un privilegiato oggetto di analisi attraverso cui osservare le modalità di un processo politico sotto una giurisdizione asburgica condizionata pesantemente dalle circostanze rivoluzionarie della “primavera dei popoli” europea.
Il processo politico di Niccolò Tommaseo
PAVANELLO, FILIPPO
2024/2025
Abstract
L’elaborato si propone di ricostruire le vicende legate all'incarcerazione e al procedimento giudiziario che coinvolsero il letterato Niccolò Tommaseo a Venezia tra il gennaio e il marzo del 1848. La tesi ha come modalità di lavoro il distaccarsi dalle tradizionali letture celebrative della storiografia risorgimentale per addentrarsi nelle pieghe più complesse delle implicazioni politiche, giuridiche e istituzionali di un episodio che segnò il tramonto del dominio asburgico nel Regno Lombardo-Veneto. L’elaborato analizza il contesto socio-economico e amministrativo del Veneto austriaco, una regione caratterizzata da una struttura burocratica centralizzata e da un sistema fiscale rigoroso che, pur garantendo una certa stabilità, alimentava un latente malcontento nelle élite borghesi e nobiliari. In questo scenario di tensioni acuite dalla crisi agraria del 1845-1847, emerge la figura di Tommaseo, il quale, insieme a Daniele Manin, scelse di intraprendere la via della cosiddetta lotta legale. Questa strategia mirava ad esigere l'applicazione coerente delle leggi e delle riforme promesse dal governo stesso fin dal 1815, con particolare attenzione alla riforma della censura e all'amministrazione della giustizia. Il fulcro dell'indagine è rappresentato dal processo politico seguito all'arresto di Tommaseo, avvenuto il 18 gennaio 1848. Attraverso un attento esame degli atti processuali e dei meccanismi del Codice Penale Universale Austriaco, la ricerca evidenzia come l'azione giudiziaria sia stata in realtà un atto di natura preventiva e politica. Nell’ultimo capitolo si analizza l’ultimo atto del processo, ossia il Voto Zennari, che proponeva l'assoluzione del detenuto per la mancanza di prove legali relative al delitto di perturbazione della pubblica tranquillità, svelando le fragilità del sistema repressivo asburgico di fronte a un'opposizione che si muoveva entro i confini della norma, oltre alla narrazione della giornata del 17 marzo 1848 quando, sotto la spinta di una folla esultante e galvanizzata dalle notizie della rivoluzione a Vienna, Tommaseo e Manin ottennero la liberazione coatta. Questo evento fu ciò che funse da preludio alla proclamazione della Repubblica di San Marco, che segnò la temporanea emancipazione di Venezia dal dominio asburgico. L’elaborato, dunque, mira a dimostrare come il processo a Tommaseo non sia stato un isolato episodio di cronaca giudiziaria, bensì un privilegiato oggetto di analisi attraverso cui osservare le modalità di un processo politico sotto una giurisdizione asburgica condizionata pesantemente dalle circostanze rivoluzionarie della “primavera dei popoli” europea.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/27677