La ricerca esplora il trail running come pratica culturalmente produttiva nei territori Walser della Valle del Lys, assumendo la WalserWaeg Trail come osservatorio delle intersezioni tra corpo, paesaggio e identità. La domanda centrale è se la corsa in montagna possa configurarsi come forma contemporanea di produzione e conservazione culturale, eccedendo la riduzione sportivo-turistica. Mostro infatti come la gara non usi soltanto la montagna come scenografia, ma agisca da dispositivo che rende comparabile e narrabile un territorio (tracciati, metriche, immagini) e, proprio così facendo, attivi frizioni locali su cura, responsabilità e credibilità del nome Walser. L’identità Walser è considerata come processo relazionale e storicamente situato, emergente da pratiche, classificazioni e giudizi iscritti nel paesaggio. In dialogo con Clifford, Bourdieu, Mauss e Ingold (con riferimento alla fenomenologia di Merleau-Ponty), il corpo è assunto quale dispositivo epistemico: non medium neutro, ma condizione incarnata della conoscenza. L’habitus orienta le pratiche montane, mentre la dwelling perspective consente di concepire la Valle del Lys come territorio vissuto e taskscape sedimentato nel tempo; camminare e correre sono interpretati come modalità di abitare e narrare la montagna. Metodologicamente, l’indagine si fonda su un’etnografia itinerante: attraversamenti ripetuti, osservazione partecipante, camminate condivise, partecipazione alla WalserWaeg Trail, interviste e diari di campo che registrano percorsi, dislivelli e atmosfere corporee. I risultati evidenziano che appartenenza e autenticità non sono essenze, ma giudizi situati: si stabiliscono nelle pratiche ordinarie che mantengono sentieri, nomi e infrastrutture sottili, e nelle traduzioni (riuscite o fallite) tra format globali e grammatica locale; in questo quadro, espressioni e toponimi operano come archivio ecologico di memoria che il trail running contribuisce a riattivare.
Camminare il paesaggio, correre l’identità. Trail running come pratica culturale nei territori Walser nella Valle del Lys.
DE LUCIA, MATTEO
2024/2025
Abstract
La ricerca esplora il trail running come pratica culturalmente produttiva nei territori Walser della Valle del Lys, assumendo la WalserWaeg Trail come osservatorio delle intersezioni tra corpo, paesaggio e identità. La domanda centrale è se la corsa in montagna possa configurarsi come forma contemporanea di produzione e conservazione culturale, eccedendo la riduzione sportivo-turistica. Mostro infatti come la gara non usi soltanto la montagna come scenografia, ma agisca da dispositivo che rende comparabile e narrabile un territorio (tracciati, metriche, immagini) e, proprio così facendo, attivi frizioni locali su cura, responsabilità e credibilità del nome Walser. L’identità Walser è considerata come processo relazionale e storicamente situato, emergente da pratiche, classificazioni e giudizi iscritti nel paesaggio. In dialogo con Clifford, Bourdieu, Mauss e Ingold (con riferimento alla fenomenologia di Merleau-Ponty), il corpo è assunto quale dispositivo epistemico: non medium neutro, ma condizione incarnata della conoscenza. L’habitus orienta le pratiche montane, mentre la dwelling perspective consente di concepire la Valle del Lys come territorio vissuto e taskscape sedimentato nel tempo; camminare e correre sono interpretati come modalità di abitare e narrare la montagna. Metodologicamente, l’indagine si fonda su un’etnografia itinerante: attraversamenti ripetuti, osservazione partecipante, camminate condivise, partecipazione alla WalserWaeg Trail, interviste e diari di campo che registrano percorsi, dislivelli e atmosfere corporee. I risultati evidenziano che appartenenza e autenticità non sono essenze, ma giudizi situati: si stabiliscono nelle pratiche ordinarie che mantengono sentieri, nomi e infrastrutture sottili, e nelle traduzioni (riuscite o fallite) tra format globali e grammatica locale; in questo quadro, espressioni e toponimi operano come archivio ecologico di memoria che il trail running contribuisce a riattivare.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/27583