The thesis analyzes the representation of the Fasci of sicilian workers in the sources contemporary to the movement, showing how politicians, military officers, judges, intellectuals, and newspapers constructed divergent interpretations of the phenomenon between 1892 and 1894. By comparing the self-representations of socialist leaders with institutional speeches and alternative critical readings, the work highlights the predominantly discursive nature of the conflict surrounding the Fasci, rather than the factual dimension of the events. Pro-government sources portray the movement as a subversive threat, with a moralizing and conspiratorial reading of the protests, useful for justifying repression and states of siege. In contrast, a significant part of the press and contemporary intellectual reflection offers structural interpretations of the phenomenon, tracing the origin of the Fasci to the economic and social conditions of post-unification Sicily and dismantling the equation between socialist organization and violence. The analysis of national and local newspapers also highlights the central role of the press in spreading, polarizing, and solidifying images of the movement. Overall, the sources show a complex and conflictual picture, in which the Fasci emerge as a field of political struggle between demands for social renewal and strategies of state control.

La tesi analizza la rappresentazione dei Fasci dei lavoratori siciliani nelle fonti coeve al movimento, mostrando come politici, militari, giudici, intellettuali e giornali costruirono interpretazioni divergenti del fenomeno tra il 1892 e il 1894. Confrontando le autorappresentazioni dei dirigenti socialisti con i discorsi istituzionali e le letture critiche alternative, il lavoro mette in luce la natura eminentemente discorsiva del conflitto attorno ai Fasci, più che la dimensione fattuale degli eventi. Le fonti filogovernative dipingono il movimento come una minaccia eversiva, con una lettura moralizzante e cospirativa delle proteste, utile a giustificare repressione e stati d’assedio. In contrasto, una parte significativa della pubblicistica e della riflessione intellettuale coeva propone interpretazioni strutturali del fenomeno, riconducendo l’origine dei Fasci alle condizioni economiche e sociali della Sicilia postunitaria e smontando l’equazione tra organizzazione socialista e violenza. L’analisi della stampa nazionale e locale evidenzia inoltre il ruolo centrale dei giornali nella diffusione, polarizzazione e consolidamento delle immagini del movimento. Complessivamente, le fonti mostrano un quadro complesso e conflittuale, in cui i Fasci emergono come terreno di scontro politico tra istanze di rinnovamento sociale e strategie di controllo statale.

I Fasci siciliani nel dibattito intellettuale dell'epoca

SORRENTINO, FABIO
2024/2025

Abstract

The thesis analyzes the representation of the Fasci of sicilian workers in the sources contemporary to the movement, showing how politicians, military officers, judges, intellectuals, and newspapers constructed divergent interpretations of the phenomenon between 1892 and 1894. By comparing the self-representations of socialist leaders with institutional speeches and alternative critical readings, the work highlights the predominantly discursive nature of the conflict surrounding the Fasci, rather than the factual dimension of the events. Pro-government sources portray the movement as a subversive threat, with a moralizing and conspiratorial reading of the protests, useful for justifying repression and states of siege. In contrast, a significant part of the press and contemporary intellectual reflection offers structural interpretations of the phenomenon, tracing the origin of the Fasci to the economic and social conditions of post-unification Sicily and dismantling the equation between socialist organization and violence. The analysis of national and local newspapers also highlights the central role of the press in spreading, polarizing, and solidifying images of the movement. Overall, the sources show a complex and conflictual picture, in which the Fasci emerge as a field of political struggle between demands for social renewal and strategies of state control.
2024
La tesi analizza la rappresentazione dei Fasci dei lavoratori siciliani nelle fonti coeve al movimento, mostrando come politici, militari, giudici, intellettuali e giornali costruirono interpretazioni divergenti del fenomeno tra il 1892 e il 1894. Confrontando le autorappresentazioni dei dirigenti socialisti con i discorsi istituzionali e le letture critiche alternative, il lavoro mette in luce la natura eminentemente discorsiva del conflitto attorno ai Fasci, più che la dimensione fattuale degli eventi. Le fonti filogovernative dipingono il movimento come una minaccia eversiva, con una lettura moralizzante e cospirativa delle proteste, utile a giustificare repressione e stati d’assedio. In contrasto, una parte significativa della pubblicistica e della riflessione intellettuale coeva propone interpretazioni strutturali del fenomeno, riconducendo l’origine dei Fasci alle condizioni economiche e sociali della Sicilia postunitaria e smontando l’equazione tra organizzazione socialista e violenza. L’analisi della stampa nazionale e locale evidenzia inoltre il ruolo centrale dei giornali nella diffusione, polarizzazione e consolidamento delle immagini del movimento. Complessivamente, le fonti mostrano un quadro complesso e conflittuale, in cui i Fasci emergono come terreno di scontro politico tra istanze di rinnovamento sociale e strategie di controllo statale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/27509