La ricerca analizza l’evoluzione e la diffusione della scrittura minuscola carolina nel territorio piacentino tra IX e X secolo, soffermandosi sul suo impatto all’interno delle pratiche documentarie locali e sulle dinamiche di produzione scrittoria. L’indagine si basa sull’esame diretto di documenti conservati presso l’Archivio Capitolare di Sant’Antonino, affiancati ai volumi piacentini della seconda serie dei Chartae Latinae Antiquiores. Si è voluto costruire un’anagrafe degli scriventi che riunisse notai e testimoni, con particolare attenzione alle mani operative nei diversi atti. All’interno di questo quadro è stato condotto anche un lavoro di comparazione mirato a riconoscere i sottoscrittori ricorrenti, così da delinearne con maggiore precisione i profili grafici e il loro ruolo nel panorama documentario locale. Il confronto tra le diverse mani mostra come la scrittura minuscola carolina, introdotta in area padana attraverso i principali poli culturali del Regnum Italiae, si sia innestata su tradizioni grafiche già consolidate, generando un quadro scrittorio caratterizzato da una marcata differenziazione sia verticale sia orizzontale. L’analisi delle forme, delle abbreviazioni e dei segni distintivi consente di distinguere livelli di competenza, modelli di insegnamento e fenomeni di imitazione, offrendo così un contributo alla definizione dei tratti peculiari del contesto scrittorio piacentino. Obiettivo centrale della tesi è mettere a confronto la ricezione e l’influsso della minuscola carolina negli scriventi laici e in quelli ecclesiastici, così da evidenziare eventuali divergenze nei processi di adozione, adattamento e rielaborazione grafica. L’indagine mette inoltre in luce il ruolo delle istituzioni locali nella reinterpretazione degli stimoli carolingi e, nella sua parte introduttiva, illustra la profonda influenza esercitata dalla riforma carolingia sulla società altomedievale.
Scritture e scriventi nell’Alto Medioevo piacentino: la minuscola carolina tra contesti religiosi, ambienti laici e tradizioni locali
FRANCH, ELEONORA
2024/2025
Abstract
La ricerca analizza l’evoluzione e la diffusione della scrittura minuscola carolina nel territorio piacentino tra IX e X secolo, soffermandosi sul suo impatto all’interno delle pratiche documentarie locali e sulle dinamiche di produzione scrittoria. L’indagine si basa sull’esame diretto di documenti conservati presso l’Archivio Capitolare di Sant’Antonino, affiancati ai volumi piacentini della seconda serie dei Chartae Latinae Antiquiores. Si è voluto costruire un’anagrafe degli scriventi che riunisse notai e testimoni, con particolare attenzione alle mani operative nei diversi atti. All’interno di questo quadro è stato condotto anche un lavoro di comparazione mirato a riconoscere i sottoscrittori ricorrenti, così da delinearne con maggiore precisione i profili grafici e il loro ruolo nel panorama documentario locale. Il confronto tra le diverse mani mostra come la scrittura minuscola carolina, introdotta in area padana attraverso i principali poli culturali del Regnum Italiae, si sia innestata su tradizioni grafiche già consolidate, generando un quadro scrittorio caratterizzato da una marcata differenziazione sia verticale sia orizzontale. L’analisi delle forme, delle abbreviazioni e dei segni distintivi consente di distinguere livelli di competenza, modelli di insegnamento e fenomeni di imitazione, offrendo così un contributo alla definizione dei tratti peculiari del contesto scrittorio piacentino. Obiettivo centrale della tesi è mettere a confronto la ricezione e l’influsso della minuscola carolina negli scriventi laici e in quelli ecclesiastici, così da evidenziare eventuali divergenze nei processi di adozione, adattamento e rielaborazione grafica. L’indagine mette inoltre in luce il ruolo delle istituzioni locali nella reinterpretazione degli stimoli carolingi e, nella sua parte introduttiva, illustra la profonda influenza esercitata dalla riforma carolingia sulla società altomedievale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/27471