Alla fine degli anni Sessanta nasce il movimento femminista ūman ribu, che mette al centro del dibattito il corpo femminile, la maternità e la critica alla famiglia tradizionale moderna. In questo contesto si colloca la produzione di Suzuki Izumi (1949-1986) che, influenzata dalle istanze del ribu, attraverso la narrativa di science fiction e il racconto Onna to onna no yononaka (1977) mette in discussione le strutture normative del presente e i concetti di femminilità, famiglia e ruoli di genere. La tesi esamina poi il processo di istituzionalizzazione del femminismo e le politiche statali promosse allo scopo incrementare la forza lavoro femminile e di contrastare il calo demografico. In questo quadro, le opere distopiche contemporanee Shōmetsu Sekai (2015) di Murata Sayaka (1979-) e Pyua (2019) di Ono Miyuki (1985-) radicalizzano le pressioni esercitate sui corpi femminili, mostrando come il superamento delle categorie binarie e il rovesciamento dei rapporti di potere non coincidano con una reale autodeterminazione. Attraverso un’analisi comparata dei tre testi, l’elaborato mostra come la science fiction (e il sottogenere distopico) si configuri come uno spazio critico e politico per parlare del presente, individuando una continuità tematica che attraversa contesti storici diversi e facendo emergere Suzuki Izumi come una pioniera del genere, dimostrando come i problemi che affrontano le donne non siano cambiati ma solo mutati in relazione al contesto storico-politico.

Tra utopia e distopia: donne ribelli e femminismi nella science fiction di Suzuki Izumi, Ono Miyuki e Murata Sayaka

QUADRANI, VALENTINA
2024/2025

Abstract

Alla fine degli anni Sessanta nasce il movimento femminista ūman ribu, che mette al centro del dibattito il corpo femminile, la maternità e la critica alla famiglia tradizionale moderna. In questo contesto si colloca la produzione di Suzuki Izumi (1949-1986) che, influenzata dalle istanze del ribu, attraverso la narrativa di science fiction e il racconto Onna to onna no yononaka (1977) mette in discussione le strutture normative del presente e i concetti di femminilità, famiglia e ruoli di genere. La tesi esamina poi il processo di istituzionalizzazione del femminismo e le politiche statali promosse allo scopo incrementare la forza lavoro femminile e di contrastare il calo demografico. In questo quadro, le opere distopiche contemporanee Shōmetsu Sekai (2015) di Murata Sayaka (1979-) e Pyua (2019) di Ono Miyuki (1985-) radicalizzano le pressioni esercitate sui corpi femminili, mostrando come il superamento delle categorie binarie e il rovesciamento dei rapporti di potere non coincidano con una reale autodeterminazione. Attraverso un’analisi comparata dei tre testi, l’elaborato mostra come la science fiction (e il sottogenere distopico) si configuri come uno spazio critico e politico per parlare del presente, individuando una continuità tematica che attraversa contesti storici diversi e facendo emergere Suzuki Izumi come una pioniera del genere, dimostrando come i problemi che affrontano le donne non siano cambiati ma solo mutati in relazione al contesto storico-politico.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/27465