Facendo riferimento ai saggi, ai testi teatrali e alle traduzioni bibliche di Guido Ceronetti, si seguirà l’evoluzione del suo concetto di parola – cosa significa per sé, come deflagra nella confusione linguistica e come rinasce nella traduzione, purificata. In prima istanza, si espliciteranno la valenza della parola e le sue apposizioni, facendo principale riferimento alla prefazione data da Ceronetti a un manuale di Lidia Storoni, intitolato "Iscrizioni funerarie, sortilegi e pronostici di Roma antica". Si presenteranno poi le marionette ideofore, principali attrici del Teatro dei Sensibili – il teatro d’appartamento fondato da Ceronetti nel 1970. Di seguito, si proporrà una disamina dei testi teatrali "Rosa Vercesi" e "La iena di San Giorgio", in un confronto cromatico e filologico. In terza fase, si assisterà all’apocalisse della parola nello spettacolo "Diaboliche imprese, trionfi e caduta dell’ultimo Faust", per poi raffrontarne la confusione babelica a quella vigente nel romanzo di Gadda, "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana". L'ultima parte sarà dedicata all’apocatastasi della parola, che avviene nella traduzione, "seconda vita" del testo. Verrà qui sondato l'approccio dell'autore, tutto antropologico, alla traduzione e poetica e biblica.

"Sunt aliquid Manes": apocalisse e apocatastasi della parola nel teatro di Guido Ceronetti

ZAMMARCHI, MARIKA
2024/2025

Abstract

Facendo riferimento ai saggi, ai testi teatrali e alle traduzioni bibliche di Guido Ceronetti, si seguirà l’evoluzione del suo concetto di parola – cosa significa per sé, come deflagra nella confusione linguistica e come rinasce nella traduzione, purificata. In prima istanza, si espliciteranno la valenza della parola e le sue apposizioni, facendo principale riferimento alla prefazione data da Ceronetti a un manuale di Lidia Storoni, intitolato "Iscrizioni funerarie, sortilegi e pronostici di Roma antica". Si presenteranno poi le marionette ideofore, principali attrici del Teatro dei Sensibili – il teatro d’appartamento fondato da Ceronetti nel 1970. Di seguito, si proporrà una disamina dei testi teatrali "Rosa Vercesi" e "La iena di San Giorgio", in un confronto cromatico e filologico. In terza fase, si assisterà all’apocalisse della parola nello spettacolo "Diaboliche imprese, trionfi e caduta dell’ultimo Faust", per poi raffrontarne la confusione babelica a quella vigente nel romanzo di Gadda, "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana". L'ultima parte sarà dedicata all’apocatastasi della parola, che avviene nella traduzione, "seconda vita" del testo. Verrà qui sondato l'approccio dell'autore, tutto antropologico, alla traduzione e poetica e biblica.
2024
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/27433