La presente tesi analizza le modalità di espressione dell’ipoteticità e della contro-fattualità nel siciliano contemporaneo, concentrandosi in particolare sul ruolo dell’imperfetto indicativo all’interno delle costruzioni condizionali. L’interesse per questo tema nasce sia da un’esigenza scientifica, legata allo studio della varia-zione grammaticale nelle lingue romanze e ai rapporti tra categorie temporali e modali, sia da una motivazione personale e culturale, radicata nel forte legame con il territorio siciliano e con le sue varietà linguistiche, che rappresentano un patrimonio linguistico di grande rilevanza identitaria e teorica. Il siciliano costituisce infatti un laboratorio privilegiato per osservare l’interazione tra grammatica, variazione e contatto linguistico, grazie alla sua articolazione diatopica interna e alla lunga storia di convivenza con l’italiano standard e regionale, che ha prodotto sistemi complessi, stratificati e altamente sensibili alle pressioni sociolinguistiche. Dal punto di vista teorico, il lavoro si inserisce nel dibattito sulla relazione tra tempo, aspetto e modalità, mettendo in discussione approcci che assumono una corrispondenza rigida e univoca tra forma morfologica e funzione semantica. In particolare, l’uso dell’imperfetto indicativo in contesti ipotetici e controfattuali nelle varietà siciliane rappresenta una sfida per quei modelli che associano la contro-fattualità esclusivamente alla presenza di morfologia modale dedicata, come il congiuntivo o il condizionale.
Structural properties of hypothetical constructions in Sicilian: diatopic microvariation across four provincial varieties.
IMPALLOMENI, GIULIA
2024/2025
Abstract
La presente tesi analizza le modalità di espressione dell’ipoteticità e della contro-fattualità nel siciliano contemporaneo, concentrandosi in particolare sul ruolo dell’imperfetto indicativo all’interno delle costruzioni condizionali. L’interesse per questo tema nasce sia da un’esigenza scientifica, legata allo studio della varia-zione grammaticale nelle lingue romanze e ai rapporti tra categorie temporali e modali, sia da una motivazione personale e culturale, radicata nel forte legame con il territorio siciliano e con le sue varietà linguistiche, che rappresentano un patrimonio linguistico di grande rilevanza identitaria e teorica. Il siciliano costituisce infatti un laboratorio privilegiato per osservare l’interazione tra grammatica, variazione e contatto linguistico, grazie alla sua articolazione diatopica interna e alla lunga storia di convivenza con l’italiano standard e regionale, che ha prodotto sistemi complessi, stratificati e altamente sensibili alle pressioni sociolinguistiche. Dal punto di vista teorico, il lavoro si inserisce nel dibattito sulla relazione tra tempo, aspetto e modalità, mettendo in discussione approcci che assumono una corrispondenza rigida e univoca tra forma morfologica e funzione semantica. In particolare, l’uso dell’imperfetto indicativo in contesti ipotetici e controfattuali nelle varietà siciliane rappresenta una sfida per quei modelli che associano la contro-fattualità esclusivamente alla presenza di morfologia modale dedicata, come il congiuntivo o il condizionale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/27401