This thesis proposes an ethnographic investigation of Berlin club culture, analyzed as a liminal space in which bodily practices, forms of ephemeral community belonging, and states of trance experience are articulated. Starting from a post-structuralist and phenomenological approach, the research explores the club as a sociocultural place capable of temporarily suspending the rhythms and coordinates of everyday life, allowing subjects to renegotiate their relationship with the body, time, and sociality. Through fieldwork conducted in Berlin between February and June 2025, based on participant observation, field diaries, and semi-structured interviews, the work focuses on the ways in which participants construct ephemeral communities based on sensory sharing and perceptual intensification. In this context, the club emerges as a Foucauldian heterotopia, in historical continuity with squatting practices, punk and electronic subcultures, and urban transformations following the division and reunification of the city. The thesis also investigates moments of trance as processes of subjective relaxation and symbolic reorganization, interpreting them as situated experiences of suspension and temporary redefinition of the self. Finally, the work critically reflects on the researcher's positioning, assuming vulnerability, partiality, and the incorporation of experience as central epistemological resources in research. In this sense, the thesis contributes to a situated anthropological understanding of clubbing as a liminal practice of suspension of ordinary rhythms and as a space for existential experimentation, placing Berlin club culture within a broader genealogy of counter-ordinary and contemporary practices.

La presente tesi propone un’indagine etnografica sulla club culture berlinese, analizzata come spazio liminale in cui si articolano pratiche corporee, forme di appartenenza comunitaria effimera e stati di esperienza di trance. A partire da un approccio post-strutturalista e fenomenologico, la ricerca esplora il club come luogo socioculturale capace di sospendere temporaneamente i ritmi e le coordinate della quotidianità, consentendo ai soggetti di rinegoziare il rapporto con il corpo, il tempo e la socialità. Attraverso un lavoro di campo condotto a Berlino tra febbraio e giugno 2025, basato su osservazione partecipante, diario di campo e interviste semi-strutturate, il lavoro si concentra sulle modalità attraverso cui i partecipanti costruiscono comunità effimere fondate sulla condivisione sensoriale e sull’intensificazione percettiva. In questo contesto, il club emerge come eterotopia foucaultiana, in continuità storica con le pratiche di squatting, le sottoculture punk ed elettroniche e con le trasformazioni urbane successive alla divisione e alla riunificazione della città. La tesi indaga inoltre i momenti di trance come processi di distensione soggettiva e di riorganizzazione simbolica, interpretandoli come esperienze situate di sospensione e ridefinizione temporanea del sé. Infine, il lavoro riflette criticamente sul posizionamento del ricercatore, assumendo la vulnerabilità, la parzialità e l’incorporazione dell’esperienza come risorse epistemologiche centrali nella ricerca. In tal senso, la tesi contribuisce a una comprensione antropologica situata del clubbing come pratica liminale di sospensione dei ritmi ordinari e come spazio di sperimentazione esistenziale, collocando la club culture berlinese all’interno di una più ampia genealogia di pratiche contro-ordinarie e contemporanee.

Luce e sudore nei labirinti del respiro Un’etnografia sulle entità liminali e sui momenti immersivi nella club culture berlinese

SCIACCA, GASPARE
2024/2025

Abstract

This thesis proposes an ethnographic investigation of Berlin club culture, analyzed as a liminal space in which bodily practices, forms of ephemeral community belonging, and states of trance experience are articulated. Starting from a post-structuralist and phenomenological approach, the research explores the club as a sociocultural place capable of temporarily suspending the rhythms and coordinates of everyday life, allowing subjects to renegotiate their relationship with the body, time, and sociality. Through fieldwork conducted in Berlin between February and June 2025, based on participant observation, field diaries, and semi-structured interviews, the work focuses on the ways in which participants construct ephemeral communities based on sensory sharing and perceptual intensification. In this context, the club emerges as a Foucauldian heterotopia, in historical continuity with squatting practices, punk and electronic subcultures, and urban transformations following the division and reunification of the city. The thesis also investigates moments of trance as processes of subjective relaxation and symbolic reorganization, interpreting them as situated experiences of suspension and temporary redefinition of the self. Finally, the work critically reflects on the researcher's positioning, assuming vulnerability, partiality, and the incorporation of experience as central epistemological resources in research. In this sense, the thesis contributes to a situated anthropological understanding of clubbing as a liminal practice of suspension of ordinary rhythms and as a space for existential experimentation, placing Berlin club culture within a broader genealogy of counter-ordinary and contemporary practices.
2024
La presente tesi propone un’indagine etnografica sulla club culture berlinese, analizzata come spazio liminale in cui si articolano pratiche corporee, forme di appartenenza comunitaria effimera e stati di esperienza di trance. A partire da un approccio post-strutturalista e fenomenologico, la ricerca esplora il club come luogo socioculturale capace di sospendere temporaneamente i ritmi e le coordinate della quotidianità, consentendo ai soggetti di rinegoziare il rapporto con il corpo, il tempo e la socialità. Attraverso un lavoro di campo condotto a Berlino tra febbraio e giugno 2025, basato su osservazione partecipante, diario di campo e interviste semi-strutturate, il lavoro si concentra sulle modalità attraverso cui i partecipanti costruiscono comunità effimere fondate sulla condivisione sensoriale e sull’intensificazione percettiva. In questo contesto, il club emerge come eterotopia foucaultiana, in continuità storica con le pratiche di squatting, le sottoculture punk ed elettroniche e con le trasformazioni urbane successive alla divisione e alla riunificazione della città. La tesi indaga inoltre i momenti di trance come processi di distensione soggettiva e di riorganizzazione simbolica, interpretandoli come esperienze situate di sospensione e ridefinizione temporanea del sé. Infine, il lavoro riflette criticamente sul posizionamento del ricercatore, assumendo la vulnerabilità, la parzialità e l’incorporazione dell’esperienza come risorse epistemologiche centrali nella ricerca. In tal senso, la tesi contribuisce a una comprensione antropologica situata del clubbing come pratica liminale di sospensione dei ritmi ordinari e come spazio di sperimentazione esistenziale, collocando la club culture berlinese all’interno di una più ampia genealogia di pratiche contro-ordinarie e contemporanee.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/27383