A partire dagli ‘20 e ‘30 del Novecento si stava facendo largo un nuovo campo di ricerca: la sociologia urbana. Il primo studioso a mostrare particolare interesse verso questa direzione fu Robert Park, il quale, nella creazione dell’impianto metodologico della Scuola di Chicago, fu influenzato tanto dalle teorie durkheimiane quanto da quelle di sumneriane, entrambe basatesi sulle teorie di Tönnies riguardanti “Gemeinschaft und Gesellschaft” (comunità e società). Fu solo tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ‘80 del Novecento che iniziò a farsi largo anche il primo spiraglio di un’antropologia urbana. L’obiettivo di questo elaborate risiede nel confronto di queste teorie applicandole alla città-metropoli, capitale del Giappone, Tōkyō. Quando pensiamo a Tōkyō la prima immagine che ci salta alla mente è sicuramente quella di una grande metropoli ricca di alti grattacieli e vie illuminate dai neon. Non troppo lontano dal centro della città però, si cela una realtà ben diversa: il quartiere fantasma di Sanya, considerato da molti il più grande “slum” di Tōkyō. In seguito alla seconda guerra mondiale il quartiere divenne dimora di tutte le persone che, a causa dei conflitti e dei bombardamenti, persero tutto diventando senzatetto. Poiché il quartiere discostava enormemente dall’immaginario che la capitale si era fatto all’estero, il governo, nel 1966, decise di cancellarne l’esistenza da qualsiasi mappa. L’obiettivo di questo elaborato è portare alla luce il quartiere, sottolineandone il duro lavoro sociale delle associazioni che se ne prendono cura.
Antropologia urbana a Tokyo. Sanya, il quartiere "fantasma"
TROMBETTA, ALESSANDRA
2024/2025
Abstract
A partire dagli ‘20 e ‘30 del Novecento si stava facendo largo un nuovo campo di ricerca: la sociologia urbana. Il primo studioso a mostrare particolare interesse verso questa direzione fu Robert Park, il quale, nella creazione dell’impianto metodologico della Scuola di Chicago, fu influenzato tanto dalle teorie durkheimiane quanto da quelle di sumneriane, entrambe basatesi sulle teorie di Tönnies riguardanti “Gemeinschaft und Gesellschaft” (comunità e società). Fu solo tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ‘80 del Novecento che iniziò a farsi largo anche il primo spiraglio di un’antropologia urbana. L’obiettivo di questo elaborate risiede nel confronto di queste teorie applicandole alla città-metropoli, capitale del Giappone, Tōkyō. Quando pensiamo a Tōkyō la prima immagine che ci salta alla mente è sicuramente quella di una grande metropoli ricca di alti grattacieli e vie illuminate dai neon. Non troppo lontano dal centro della città però, si cela una realtà ben diversa: il quartiere fantasma di Sanya, considerato da molti il più grande “slum” di Tōkyō. In seguito alla seconda guerra mondiale il quartiere divenne dimora di tutte le persone che, a causa dei conflitti e dei bombardamenti, persero tutto diventando senzatetto. Poiché il quartiere discostava enormemente dall’immaginario che la capitale si era fatto all’estero, il governo, nel 1966, decise di cancellarne l’esistenza da qualsiasi mappa. L’obiettivo di questo elaborato è portare alla luce il quartiere, sottolineandone il duro lavoro sociale delle associazioni che se ne prendono cura.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/27381