La presente tesi si propone di indagare il concetto di prassi all’interno della filosofia di Emanuele Severino. Partendo da un’analisi della pars destruens offerta dall’autore a proposito dei significati di divenire, libertà, volontà, fede e agire – interpretati quali espressioni della malattia del nichilismo occidentale – lo studio intende concentrarsi in modo altrettanto attento sulla pars construens dell’opera severiniana e sull’originale significato della cura a quella malattia. Verrà quindi esplorato il tema – centrale soprattutto negli ultimi scritti del filosofo bresciano – del dispiegamento infinito della Gloria della Gioia: una salvezza già da sempre salva che può assumere i tratti di un’innovativa escatologia. Infine, alla luce della tesi fondamentale sull’eternità e indisponibilità dell’ente, la ricerca si interroga sulla nuova configurazione dell’etica e della prassi nel futuro necessario ma ineffabile del tramonto dell’isolamento della terra. Così, grazie al prezioso confronto con alcuni dei più importanti interpreti di Severino, il lavoro tenta di disegnare l’immagine – seppur aurorale – di un’etica trasfigurata, quella da sempre presente allo sguardo dell’Io del destino. Un’etica dell’identità, si intende sostenere, volta a valorizzare l’eternità irripetibile di ogni singola parte del Tutto.

Attesa al di là del produrre. Per un’etica dell’identità a partire da Emanuele Severino

D'AGOSTINO, AGNESE
2024/2025

Abstract

La presente tesi si propone di indagare il concetto di prassi all’interno della filosofia di Emanuele Severino. Partendo da un’analisi della pars destruens offerta dall’autore a proposito dei significati di divenire, libertà, volontà, fede e agire – interpretati quali espressioni della malattia del nichilismo occidentale – lo studio intende concentrarsi in modo altrettanto attento sulla pars construens dell’opera severiniana e sull’originale significato della cura a quella malattia. Verrà quindi esplorato il tema – centrale soprattutto negli ultimi scritti del filosofo bresciano – del dispiegamento infinito della Gloria della Gioia: una salvezza già da sempre salva che può assumere i tratti di un’innovativa escatologia. Infine, alla luce della tesi fondamentale sull’eternità e indisponibilità dell’ente, la ricerca si interroga sulla nuova configurazione dell’etica e della prassi nel futuro necessario ma ineffabile del tramonto dell’isolamento della terra. Così, grazie al prezioso confronto con alcuni dei più importanti interpreti di Severino, il lavoro tenta di disegnare l’immagine – seppur aurorale – di un’etica trasfigurata, quella da sempre presente allo sguardo dell’Io del destino. Un’etica dell’identità, si intende sostenere, volta a valorizzare l’eternità irripetibile di ogni singola parte del Tutto.
2024
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14247/27371