Nel corso degli ultimi decenni la crescente apertura dei mercati ed i fenomeni di globalizzazione e internazionalizzazione hanno trasformato profondamente la normativa sottostante fiscalità internazionale, esponendo gli Stati a fenomeni di erosione della base imponibile e allocazione fittizia dei proventi verso giurisdizioni a fiscalità privilegiata. Le pratiche di pianificazione fiscale aggressiva sfruttano alcune lacune normative per ridurre il carico tributario, costringendo i principali organismi internazionali come l’OCSE a intervenire per contrastare tali strategie. Le legislazioni nazionali hanno progressivamente rafforzato gli strumenti anti-elusione, ma parallelamente i contribuenti hanno affinato le proprie tecniche di tax planning. In questo contesto assume particolare rilievo la disciplina delle Controlled Foreign Companies, volta a impedire la delocalizzazione artificiosa dei redditi. Il lavoro esamina il quadro normativo nazionale e internazionale relativo alle CFC, le politiche di contrasto ai regimi fiscali privilegiati e gli strumenti di cooperazione amministrativa. Vengono ripercorsi i principali interventi normativi, dal rapporto OCSE sulla harmful tax competition alle leggi italiane succedutesi fino alla riforma introdotta dalla Direttiva ATAD 1 e ATAD 2 recepite tramite il D.lgs. n. 142/2018 che ha innovato profondamente l’art. 167 TUIR. L’analisi include inoltre gli interventi normativi più recenti quali il D.lgs. n. 209/2023 e la Legge 108/2025, compreso l'orientamento dell'attuale giurisprudenza e l'evoluzione del diritto UE, affrontando anche il tema della compatibilità della CFC legislation con le libertà fondamentali europee.
Le Controlled Foreign Companies e le politiche di contrasto ai regimi a fiscalità privilegiata
BACCHIN, RICCARDO
2024/2025
Abstract
Nel corso degli ultimi decenni la crescente apertura dei mercati ed i fenomeni di globalizzazione e internazionalizzazione hanno trasformato profondamente la normativa sottostante fiscalità internazionale, esponendo gli Stati a fenomeni di erosione della base imponibile e allocazione fittizia dei proventi verso giurisdizioni a fiscalità privilegiata. Le pratiche di pianificazione fiscale aggressiva sfruttano alcune lacune normative per ridurre il carico tributario, costringendo i principali organismi internazionali come l’OCSE a intervenire per contrastare tali strategie. Le legislazioni nazionali hanno progressivamente rafforzato gli strumenti anti-elusione, ma parallelamente i contribuenti hanno affinato le proprie tecniche di tax planning. In questo contesto assume particolare rilievo la disciplina delle Controlled Foreign Companies, volta a impedire la delocalizzazione artificiosa dei redditi. Il lavoro esamina il quadro normativo nazionale e internazionale relativo alle CFC, le politiche di contrasto ai regimi fiscali privilegiati e gli strumenti di cooperazione amministrativa. Vengono ripercorsi i principali interventi normativi, dal rapporto OCSE sulla harmful tax competition alle leggi italiane succedutesi fino alla riforma introdotta dalla Direttiva ATAD 1 e ATAD 2 recepite tramite il D.lgs. n. 142/2018 che ha innovato profondamente l’art. 167 TUIR. L’analisi include inoltre gli interventi normativi più recenti quali il D.lgs. n. 209/2023 e la Legge 108/2025, compreso l'orientamento dell'attuale giurisprudenza e l'evoluzione del diritto UE, affrontando anche il tema della compatibilità della CFC legislation con le libertà fondamentali europee.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/27345