La filosofia dell'arte ha prodotto un consistente numero di teorie che hanno ricondotto la produzione artistica alla figura del genio: l'artista mitizzato, entità quasi sovrumana dalle doti eccezionali, indipendentemente determinato dalla sua sola incomparabile sensibilità soggettiva. Il mito dell'artista geniale da allora si è talmente sedimentato nel nostro immaginario da distorcere le interpretazioni che diamo alla produzione artistica - tanto a quella del passato quanto a quella del presente - attraverso valori romantici come originalità, autonomia, individualità e intenzione soggettiva. Volgendo l'attenzione alle reali condizioni di cui l'artista ha disposto attraverso i secoli per la sua attività si può constatare non solo quanto sia fuori luogo l'applicazione di questi criteri e quanto l'arte non sia mai stata determinata da principi universali ed eterni ma anche come essi appaiono insignificanti rispetto all'assetto sociale quando esso favorisce o preclude l'accesso al titolo di genio a determinati individui piuttosto che ad altri. Nessun genio sarebbe mai emerso senza l'intervento di ciascuno degli agenti che attraverso uno sforzo collettivo hanno dato forma alle condizioni che permettono una determinata definizione di arte. Il loro ruolo è fondamentale per ragioni che variano dalla più concreta produzione materiale fino alla creazione di credenze collettive che legittimano il valore dell'arte e permettono all'artista di essere riconosciuto e celebrato.
Il mito del genio: dalla filosofia romantica alla critica contemporanea
FILIPPIN, IRENE
2024/2025
Abstract
La filosofia dell'arte ha prodotto un consistente numero di teorie che hanno ricondotto la produzione artistica alla figura del genio: l'artista mitizzato, entità quasi sovrumana dalle doti eccezionali, indipendentemente determinato dalla sua sola incomparabile sensibilità soggettiva. Il mito dell'artista geniale da allora si è talmente sedimentato nel nostro immaginario da distorcere le interpretazioni che diamo alla produzione artistica - tanto a quella del passato quanto a quella del presente - attraverso valori romantici come originalità, autonomia, individualità e intenzione soggettiva. Volgendo l'attenzione alle reali condizioni di cui l'artista ha disposto attraverso i secoli per la sua attività si può constatare non solo quanto sia fuori luogo l'applicazione di questi criteri e quanto l'arte non sia mai stata determinata da principi universali ed eterni ma anche come essi appaiono insignificanti rispetto all'assetto sociale quando esso favorisce o preclude l'accesso al titolo di genio a determinati individui piuttosto che ad altri. Nessun genio sarebbe mai emerso senza l'intervento di ciascuno degli agenti che attraverso uno sforzo collettivo hanno dato forma alle condizioni che permettono una determinata definizione di arte. Il loro ruolo è fondamentale per ragioni che variano dalla più concreta produzione materiale fino alla creazione di credenze collettive che legittimano il valore dell'arte e permettono all'artista di essere riconosciuto e celebrato.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/25983