Lo scopo di questa tesi è quello di fornire un’analisi di due regie contemporanee dell’opera Norma di Vincenzo Bellini – precisamente quelle di Kara Walker (Venezia, Teatro La Fenice, 2018) e di Davide Livermore (Catania, Teatro Massimo Bellini, 2021) – inquadrandole nell’ampia cornice della regia teatrale. Il lavoro si può dividere idealmente in due parti: una prima che introduce la genesi dell’opera di Bellini e Romani attraverso l’esame delle fonti letterarie e il lavoro di scrittura del libretto, con particolare attenzione alla dimensione visuale che emerge dal lavoro di librettista e compositore; mentre la seconda parte presenta un affondo sulle problematiche della regia d’opera contemporanea e sui due casi di studio. Il dramma della donna viene dunque riproposto sulla scena assumendo significati peculiari che variano a seconda della prospettiva dei registi e del contesto. Norma diventa veicolo delle specificità storiche e sociali dei nostri giorni, ma ogni regia si pone anche come banco di riflessione dei nostri vissuti e sensibilità.
Norma di Vincenzo Bellini Dall’idea a due casi studio di regia contemporanea
D'ALOJA, VITTORIA MARIA
2024/2025
Abstract
Lo scopo di questa tesi è quello di fornire un’analisi di due regie contemporanee dell’opera Norma di Vincenzo Bellini – precisamente quelle di Kara Walker (Venezia, Teatro La Fenice, 2018) e di Davide Livermore (Catania, Teatro Massimo Bellini, 2021) – inquadrandole nell’ampia cornice della regia teatrale. Il lavoro si può dividere idealmente in due parti: una prima che introduce la genesi dell’opera di Bellini e Romani attraverso l’esame delle fonti letterarie e il lavoro di scrittura del libretto, con particolare attenzione alla dimensione visuale che emerge dal lavoro di librettista e compositore; mentre la seconda parte presenta un affondo sulle problematiche della regia d’opera contemporanea e sui due casi di studio. Il dramma della donna viene dunque riproposto sulla scena assumendo significati peculiari che variano a seconda della prospettiva dei registi e del contesto. Norma diventa veicolo delle specificità storiche e sociali dei nostri giorni, ma ogni regia si pone anche come banco di riflessione dei nostri vissuti e sensibilità.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14247/25611