La tesi ha l'obiettivo di definire come la lotteria di quadri del pittore Nicolas Régnier, la prima e unica lotteria a trattare beni d'arte in territorio veneziano, sia stata svolta e dispersa. Artista straniero nella Venezia del Seicento ma anche mercante e collezionista d'arte, considerato dai suoi biografi contemporanei "veneziano": promotore, in laguna, di un nuovo gusto artistico, una variante tutta personale di "caravaggismo". La mancanza di documentazione dello smembramento della quadreria, avvenuta nel dicembre del 1666, non preclude però di individuare dove la maggior parte dei quadri sia stata ospitata e conservata: le testimonianze, a riguardo, più consistenti provengono dal carteggio tra il cardinale de' Medici e i suoi corrispondenti a Venezia e dagli inventari veneziani e genovesi. Sebbene il ricorso alle lotterie private e pubbliche, nei territori della Repubblica Serenissima, sia sempre stato moderato si può notare come, durante il secolo XVII, tale impiego abbia osservato un incremento: dimostrazione di come siano mutate le esigenze sociali e politiche. La tesi si propone quindi di focalizzarsi sulla lotteria del 1666, sulle collezioni veneziane (tra le più ricche e raffinate d'Italia e d'Europa) e sulla situazione del mercato dell'arte, in riferimento alle compravendite di quadri a Venezia: città di riferimento, per scambi e acquisti di oggetti d'arte, per tutta l'Europa.
«Vi supplico di concedermi d'aprir una lotteria» La vendita della quadreria di Nicolas Régnier
Ballarin, Melissa
2017/2018
Abstract
La tesi ha l'obiettivo di definire come la lotteria di quadri del pittore Nicolas Régnier, la prima e unica lotteria a trattare beni d'arte in territorio veneziano, sia stata svolta e dispersa. Artista straniero nella Venezia del Seicento ma anche mercante e collezionista d'arte, considerato dai suoi biografi contemporanei "veneziano": promotore, in laguna, di un nuovo gusto artistico, una variante tutta personale di "caravaggismo". La mancanza di documentazione dello smembramento della quadreria, avvenuta nel dicembre del 1666, non preclude però di individuare dove la maggior parte dei quadri sia stata ospitata e conservata: le testimonianze, a riguardo, più consistenti provengono dal carteggio tra il cardinale de' Medici e i suoi corrispondenti a Venezia e dagli inventari veneziani e genovesi. Sebbene il ricorso alle lotterie private e pubbliche, nei territori della Repubblica Serenissima, sia sempre stato moderato si può notare come, durante il secolo XVII, tale impiego abbia osservato un incremento: dimostrazione di come siano mutate le esigenze sociali e politiche. La tesi si propone quindi di focalizzarsi sulla lotteria del 1666, sulle collezioni veneziane (tra le più ricche e raffinate d'Italia e d'Europa) e sulla situazione del mercato dell'arte, in riferimento alle compravendite di quadri a Venezia: città di riferimento, per scambi e acquisti di oggetti d'arte, per tutta l'Europa.File | Dimensione | Formato | |
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